mercoledì 11 marzo 2009

Tradimenti - 2

(Tradimenti - 1)

Il tradimento con il figlio

Quest'ultima situazione è estremamente rischiosa. Infatti nelle altre situazioni che abbiamo descritto non abbiamo un rischio di patologia per il terzo polo che si inserisce nella coppia, mentre in questo caso sì.
Certo un amante può sentirsi male se avverte di essere strumentalizzato, se si accorge che la persona amata non lo ha scelto per amore, ma soltanto per fare un torto al coniuge; però non rischia la patologia psichica.
Anche figli della coppia, se ce ne sono, possono naturalmente soffrire nei tradimenti che abbiamo esaminato. Così, ad esempio, se un genitore tradisce l'altro con un amante, il figlio può reagire un vari modi (a seconda dell'età, del sesso del genitore traditore e del proprio, del vincolo con ciascuno dei genitori, ecc.): le sue reazioni saranno in misura diversa caratterizzate dalla rabbia, dalla vergogna, dal disgusto, dall'odio. Ma in ogni caso la natura del tradimento gli risulterà chiara e questo lo faciliterà nel farci i conti.
Quando è invece lui stesso il polo del tradimento, le cose diventano estremamente confuse, e reagirvi adeguatamente può diventare quasi impossibile.


La coppia “non coppia” di cui ho parlato per prima, ha un unico figlio, quello per la gravidanza del quale si sono sposati, che adesso ha venticinque anni: questo giovanotto è tossicodipendente da molti anni, è un truffatore internazionale, ne ha fatte di tutti i colori e dorme nel letto della sua mamma! E questo è abbastanza comprensibile, perché sua madre psicologicamente non è sposata e ha un marito che non ha mai pensato di sposarla; lei sostanzialmente si è sposata questo figlio, e suo figlio si è sposato con lei. Se uno dice a questo ragazzo: «Che cosa penseranno i tuoi genitori del fatto che con la scusa di avere degli incubi notturni continui a dormire con la mamma? La loro vita sentimentale, sessuale, matrimoniale è rovinata...», lui ti guarda come se tu dicessi una bestialità e risponde: «Mia mamma preferisce dormire con me!». E probabilmente non ha torto. Tendo a pensare che il ragazzo abbia captato perfettamente come stanno le cose.

In casi estremi come questo, in cui la coppia non c’è, è possibile che il coniuge che si sente più solo si consoli apertamente con il figlio.
Però questo meccanismo può scattare anche all’interno di coppie che ci sono, che funzionano, di coppie che sotto tanti profili si vogliono anche molto bene, insomma in coppie "normali".
E vorrei che non lo considerassimo una eventualità connessa con la scelta sessuale: non sto parlando in maniera più o meno modificata del complesso di Edipo, cioè della moglie che si sceglie il figlio maschio come alternativa al legame con il marito, o dell’uomo che viceversa sceglie la figlia. Questo può succedere, ma lo stesso tradimento può aver luogo anche con il figlio dello stesso sesso.
È semplicemente il fatto che per uno dei due coniugi diventa più importante, dà più soddisfazione, è più bello passare del tempo con il figlio, pensare a lui/lei, occuparsi di lui/lei, piuttosto che di una persona nei confronti della quale i sentimenti si sono andati un po’ appannando.

[...] Quest'uomo non sa niente di quello che sua moglie pensa e sente, mentre la figlia sa tutto: si parla delle sofferenze della signora, della vita sacrificata che ha fatto e la figlia conosce a menadito, perché per diciannove anni la mamma non ha fatto che confidarsi con lei, mentre il marito la guarda come guaderebbe una marziana, in quanto non ha mai minimamente sospettato che sua moglie avesse qualcosa che la faceva soffrire.

In questo senso il rapporto tra la madre e la ragazza è un tradimento, in quanto in questa coppia manca completamente la comunicazione sugli aspetti affettivi della moglie. Questo versante di scambio intimo e personale è attribuito alla relazione con la figlia. Si può capire come ciò costituisca un legame patologico per ha ragazza: non perché la mamma non le permetta di avere un fidanzato o degli amici, è una madre è del tutto normale, né autoritaria, né permissiva, contenta che la figlia abbia dei successi, che sia una bella ragazza, che abbia delle amicizie, non la tiene incatenata a sé. Ma il peso dell’investimento emotivo che questa donna ha sulla figlia impedisce alla ragazza di pensare ad altro che non sia l’adesione a sua madre . Ci dice: «Fin da piccola, se io prendevo un bel voto era per la mia mamma». Non c‘è mai stato qualcosa che lei abbia fatto per sé: non ha sviluppato la sua identità, non si è differenziata. Senza essere in alcun modo castrata o repressa, semplicemente non ha avuto uno spazio suo, perché il fatto che non ci fosse una comunicazione affettiva tra la madre ed il padre pesava su di lei e la sovraccaricava.


Si può pensare che questo genere di meccanismo sia più frequente nelle madri, che sia un po’ il corrispettivo di quello che dicevamo prima a proposito del fatto che è statisticamente più frequente che sia il marito a tradire la moglie con il lavoro.
Probabilmente in effetti c’è un numero maggiore di coppie genitoriali in cui è la moglie che, realizzandosi esclusivamente attraverso i figli, tende a tradire il marito con loro: però non è sempre così. E’ possibile che anche un padre possa sentire più affine la figlia (o il figlio), avvertendola propria alleata in una certa area di scontento coniugale.
Può avvenire per esempio che un uomo sospiri o inarchi le sopracciglia sistematicamente di fronte a un certo modo di comportarsi della moglie e in qualche maniera inviti implicitamente la ragazza a pensare come lui: «Poveri noi, ma guarda che la mamma ha ricominciato a fare..., a dire...,».

Questo tipo di seduzione può anche consistere in pochissime parole, perché ci possono essere dei padri che non fanno niente di quello che farebbe la mamma con la figlia, che non la portano per esempio a fare lunghe passeggiate o compere nei negozi, approfittando per parlarci fittamente, ma che con poche semplici espressioni lentamente tessono un rapporto privilegiato con la figlia da cui la madre si sente confusamente estromessa, e che non è solo pregiudizievole per l’equilibrio della coppia, ma anche per la vita della figlia (o del figlio).

Infatti se il marito tradisse, poniamo, la moglie con la segretaria, la moglie, se lo scoprisse, potrebbe andarle a "cavare gli occhi", mentre non può fare la stessa cosa con la figlia: se il marito, in maniera sottile e allusiva, manifesta una preferenza, una predilezione, un privilegio per la figlia, si appoggia più a lei che alla moglie, la ragazza resta ciononostante figlia anche della madre, e questa la ama ancora, è sempre sua figlia. Per questa ragione il miscuglio di sentimenti che questa madre ha nei confronti della figlia è estremamente difficile da districare, tanto che a volte la gelosia che nutre verso di lei non viene neanche "pensata".
È difficile per questa donna riconoscere di provare una certa ostilità per la figlia a causa del privilegio che il papà le riserva, le è difficile ammettere che il marito gliela sta istigando contro.
Sente sì che si sta creando un muro tra loro due, una distanza, percepisce che la figlia non è complice con lei, che non le sta vicina, così come avverte che il marito in certe cose la critica e che la ragazza è solidale con lui, ma le è difficile capire che quello che si sta verificando è un tradimento e decodificarlo come tale.
Ed è altrettanto difficile per la figlia rendersi conto che si è creata una sorta di comunicazione privilegiata fra lei e il papà ai danni della madre: se per di più parliamo di persone di sesso opposto come un padre e una figlia, questa ammissione è ancora più difficile da raggiungere perché c’è il tabù dell’illecito, dell’incesto.
La figlia è sì consapevole dei suoi sentimenti ostili, di non sopportare la mamma, e magari anche del fatto che questi suoi sentimenti si rispecchiano in quelli del padre, ma non coglie che essi sono un'eco, una risposta alla seduzione di lui.
Quindi questo di legame è estremamente patologico proprio per la confusione che genera.

Quest’ultimo tradimento che ho descritto mi sembra particolarmente interessante, in quanto ci permette di ritornare al primo in ordine di tempo, quello della coppia che inizia il suo rapporto coniugale con l'ingombro di un rapporto irrisolto con la famiglia d’origine: adesso abbiamo visto come questo tradimento si prepari attraverso il legame privilegiato nato all'interno della generazione precedente. È come se al "triangolo perverso" (Haley, J., 1971) costituito - poniamo - da madre e figlio contro il padre corrispondesse un nuovo triangolo nella famiglia che il figlio costruisce, formato da lui e la madre contro la moglie.

C’è un libro di due colleghi (Berrini e Cambiaso, 1995) che si chiama appunto Figli per sempre, che descrive come giovani trentenni, magari anche sposati, sono rimasti figli e rischiano di rimanerlo per sempre non riuscendo a diventare adulti e autonomi proprio per questa seduzione che hanno ricevuto nella famiglia d’origine.

Questo genere di rapporto in cui il figlio da una parte riceve troppo, ma dall'altra troppo poco, perché non ottiene mai il diritto ad individuarsi, diventando lui il consolatore del genitore, senza poter riempire le sue valigie e andare via, ovviamente peserà come un’ipoteca enorme sulla coppia che questi eterni figli andranno a cercare di costituire. Molto spesso cercano addirittura di farlo prematuramente, sbattendo la porta e strappando un cordone ombelicale, proprio perché sentono troppo vincolante il carico della relazione con i genitori e quindi si proiettano in maniera precipitosa e avventata in una relazione di coppia che non ha le basi per poter funzionare, perché è carica di attese assolutamente irrealistiche.


16 commenti:

anonimo ha detto...

pessimo comportamento in ogni caso. Si rovinano così i propri figli. non tutti imparano a fare i genitori, non tutti dovrebbero procreare.

Zulì sloggata

anonimo ha detto...

Amiamo la "donna"(così come l'uomo) che prospetti nel suo modo di essere "il volto della madre"(il volto del padre) che un dì ci ha messi al mondo...

è lì, che dal nostro essere figli, riconosceremo il nostro essere "uomini", non come uno stacco tra il passato/ presente, ma come il passaggio tra un precedente e l'altro ..è così, che, dal nostro essere "uomini" ci ritroveremo "padri" d'una "piccola donna"(d'un piccolo uomo) che ancora una volta ci riconduca al volto di "madre/amante/ figlia",(al volto di padre/meraviglioso amante/figlio) è seguendo il suo percorso di vita che, proveremo quella piacevole sensazione di appropriarci di quella parte "d'infanzia di madre(di padre) persa" che,adesso, contribuiremo a formare,

in assenza di gelosia , all'interno d'un percorso di vita che ,ha come unico "denominatore"..."AMORE PER l'essenza di vita..(l'incontro dell'amore d'un uomo e della sua donna.. come dono:i loro frutti che regaleranno ai posteri l'unione del corpo e della sua stessa anima).

AWomanAMan ha detto...

x utente anonimo (Zulì):

Sono meccanismi che spesso sfuggono il livello oggettivo del vivere. Non di rado gli attori non si accorgono del contesto in cui agiscono e che contribuiscono a formare.

In ogni caso... la decrescita demografica, oggi, è la prima priorità



x utente anonimo (#2):

E' vero, gli uomini ricercano la madre, le donne il padre, nel partner. Questo è un meccanismo che però deve rimanere, come dire, piccolo, limitato.

Quando questi pattern diventano ingombranti, fanno danni, tolgono spazio ad altri comportamenti sani e benefici.

kairosh ha detto...

Aggiungerei:

i meccanismi di scelta del partner sono guidati da una "eredità" che non sempre conosciamo

l'eredità è ciò che comanda, sia nei comportamenti sani che in quelli patologici

nel secondo caso non è così facile prendere consapevolezza e poi rompere la catena che danneggerà di conseguenza anche i propri figli

anonimo ha detto...

diventano ingombranti se...le figure si sovrappongono...

Riconoscere nell'amato/a la figura paterna o materna da sempre cercata, non è ingombrante , nel momento in cui (la tua lei) (o il tuo lui) diventano il vertice del proprio mondo..e tutto il resto a girarci intorno..

Mi spiego meglio..

Se io dovessi perdere la testa per te ,se tu (per me) rappresentassi l'immagine del "padre" da sempre agognata...da quel momento in poi, tu saresti la mia famiglia ,all'interno della quale, dover gettare l'ancora su cui volersi ancorare..cosa diversa ,sarebbe ,qualora io cercassi di creare dei contrafforti sui quali aggrapparmi al fine di vivere il rapporto, innescando una leva che a mò di "competizione" con la famiglia d'origine mi consentirebbe di sentirmi al sicuro, con in mano, le redini del gioco su cui appoggiarmi con tono dispettoso, nel momento in cui a richiesta, il patner non si sentirebbe pronto a soddisfarmi a pennello..perchè la cosa assumerebbe le vesti di ricatto "psicologico" che alla lunga non paga..

certo che alla base d'un qualsivoglia rapporto che si rispetti, l'esigenze del partner, devono essere tenute in "debito conto"..

perchè è ovvio che, se io non te la do, tu vai a cercarla altrove.. e questo, non può starmi bene

..ma se io te la do e poi tu fai lo STRONZO=( comunque)..per non dire il Porco con una che è stata semplicemente disposta ad essere "più maiala di me" NON CERTOAD AMARTI più di me..allora poi m'incazzo e se m'incazzo, tu non te la passi bene...mi capisci?

In coppia bisogna mettere sul tavolo le proprie esigenze e giungere a dei compromessi per il benessere della coppia...

Parlare chiaro..si deve..

capisci? come la vuoi a man devi dirle come la vuoi..lei ti dirà che cosa chiede in cambio..

e firmato l'accordo ognuno sarà soddisfatto e contento no?

IoNonIo ha detto...

cose interessanti. anche nella mia esperienza biografica c'è qualcosa di queste dinamiche, per fortuna in termini molto più sfumati. anche se forse questa lettura amplifica un po' troppo il fattore familiare nella spiegazione sociologica ed esistenziale della labilità progettuale e sentimentale della mia generazioni e di quelle dopo la mia. visto che la difficoltà di autonomia personale e di creare coppie stabili sembra un dato diffuso a livello di massa in italia, se ne dovrebbe concludere che non c'è famiglia e coppia dove non ci sia uno squilibrio o un tradimento fra partner e figli... d'altronde la scuola di questo psicologo è quella sistemica-relazionale, che appunto s'incentra sugli effetti a lungo termine, intergenerazionali, delle dinamiche familiari.

anonimo ha detto...

convincersi che "il tradimento" sia un luogo comune..aiuta a superare il momento,(a volte tragico) in cui si scopre di non essere stati figure"esclusive" nella vita del proprio patner..

Può succedere, ma non è detto che succeda..

AWomanAMan ha detto...

x utente anonimo (kairosh):

Costellazioni, dinamiche prenatali... molte verdure nel minestrone



x utente anonimo (#5):

Giu era splendidamente eccitata ed eccitante. In quel momento era molto più porca di noi. Quindi io sarei stato stronzo blablabla

Ma che razza di balordaggini.

Poi ripassi al contratto, che ha un senso.

Mischi cose raginevoli con delle cazzate siderali.



x IoNonIo:

Una delle definizioni metriche di Stefano Cirillo è la seguente (da cattolico usa matrimonio invece di coppia)



cosa non è una coppia



Possiamo definire "matrimonio inesistente" la convivenza di due persone tra le quali manca l'investimento reciproco, e in cui ciascuno resta sostanzialmente solo, perché privo di speranza che l'altro possa corrispondere alle sue attese.



requisiti necessari per una coppia



desiderio di due persone

creare un'unione

che le trascenda

che le vincoli l'una all'altra

e che duri per sempre



Sono molto lontano da alcuni di questi punti della definizione che sono morali. Altri hanno senso.



Pur limitandosi ai punti pro e contro che condivido, si capisce il perché della labilità esistenziale e progettuale.



x utente anonimo (#7):

il mal comune mezzo guadio è un mezzo approccio all'analisi delle questioni

Esclusività... parola pessima

Chiudere fuori

Il contrario di com-prendere.

L'escludere il partner avviene in molteplici forme, come evidenzia Cirillo ed è causa e manifestazione del tradimento

anonimo ha detto...

c'è bisogno di dialogo-dialogo-dialogo..

devi dire alla tua donna che cosa ti fa sentire escluso, e non passare alla battuta successiva..(tradire o disattendere le sue/vostre aspettative di vita in comune)in riflesso d'un torto che si ritiene aver subito per primi, senza essersi neanche spiegati..

Io posso anche non comprendere che cosa rappresenti per te "il fondamento basilare del rapporto" o ciò che costituisce per te "tradimento" all'interno dello stesso..

Ma, se tu le spieghi le tue priorità la donna che ha deciso di essere la tua, donna, che ti ama veramente non potrà non sforzarsi di venirti incontro..perchè la tua felicità non è altro che la sua felicità..

AWomanAMan ha detto...

Interressante. Devo pensarci su.

kairosh ha detto...

già dialogo

e .. comprensione

AWomanAMan ha detto...

x utente anonimo (#9):

> la donna che ha deciso di essere la tua...

Essere mia? Mah, sono perplesso.

> La mia felicità che è la sua

Nonzo, mi pare un'esortazione, un auspicio, poco realistico. Forse sono io che vedo senza guardare.



x kairosh:

Dialogare... la comprensione via parole è veloce e superficiale. La com-prensione è quella delle emozioni e della vita vissuta.

anonimo ha detto...

Hai ragione a man..la com-prensione e l'esternazione dei propri sentimenti "veri"..deve subire il passaggio dal verbale al materiale al fine di garantirne il riscontro..

allora, aiutami ad eseguire il passaggio successivo...

ti cercherò, non mandarmi via..

AWomanAMan ha detto...

Vedi, non c'è nulla che ti impedisce di recuperare l'indirizzo di mail (basta qualche gugglata) o di crearti in 2' un'identità splinderica e contattarmi. Tutto gratis.

Non lo fai.

Perchè ti trastulli nel tuo mondo mentale, con le parole. Infatuazione di parole.

anonimo ha detto...

Perchè il nostro incontro dovrà venire quando avrai chiuso definitivamente col tuo passato...

Il passato è passato aman..

e tale DEVE essere per aprirsi al futuro...

Non è un passaggio graduale..

Di tempo ne hai avuto per renderlo indolore..

Io sarò passata per carnefice, ma a differenza tua, il taglio netto è servito a consentire all'altro di ricostruirsi una vita con la santa pace..

Mi hai aspettato al vascello nel ruscello che ha incontrato il suo tempo verso oriente..

Ma, navigare nei fondali delle nostre menti non basta..

Il sole ha necessità del suo alloro per splendere in tutta la sua gloria..

Bisogna incontrarsi veramente per prendere le misure del vestito nuovo,a distanza ravvicinata..non accontentandosi di rimanere in prestito del vestito già sudato, solo perchè sudato, in attesa dell'abito nuovo..

Sarebbe demenziale e riduttivo..

o solo un RIPIEGO x chi non ha il coraggio di spiccare il volo verso il giusto cammino in cui sentirsi in completa armonia col se.

AWomanAMan ha detto...

E' lecito, si può fare. Non c'è una legge che vieti i commenti parolai, inutili, in cui si chiede aiuto per fare cose che sono a portata anche di uno sprovveduto.

Cozzano le parole con le omissioni, in questo caso. Ciò che esce è una sorta di trolleria, di rumore. Il igoco del commento per il commento, spesso sconclusionato. Il rumore, alla lunga, stufa.